sabato 7 giugno 2014

Andando per sagre: le focaccette e le ciliegie di Capreno (Sori)

In questo blog finisce sempre che parlo di cibo ma che ci posso fare?sono una buon gustaia e mi piace molto raccontare di ricette, scoperte e esperienze culinarie! 
Da sempre poi ho una vera passione per le Sagre che qui da noi sono le regine dell'estate. Da levante a ponente ogni minuscolo paesino, di mare o di montagna, fa la sua e il successo e' quasi sempre garantito.
L'odore di fritto nell'aria, le nonne con il grembiule che impastano e cuociono, le tavolate tutte unite e la musica da balera!Non e' bellissimo?
Ieri marito, sorella, cognato ed io siamo andati alla 55sma edizione della sagra delle focaccette e delle ciliegie di Capreno (sulle alture di Sori) per abbuffarci delle famose focaccette allo stacchino fritte super tipiche.
Un involucro dorato di pasta gonfia con all'interno un cuore di stracchino dolce e filante.
Sono qualcosa di favoloso, almeno per me, piaciute molto anche al marito foresto e "salutista". Provare per credere!
In ultimo: come si trovano le sagre?bene gli internauti possono googlare e vedere cosa pescano ma il metodo migliore resta quello di cercare i cartelloni appesi in giro per la costa!Buttatevi e sperimentate le tutte!
PS. La foto di noi 4 e' ovviamente originale mentre quella della focaccette e'pescata dal web. Sorry, volevo immortala il succulento piatto ma la nostra voracità ha avuto la meglio!

venerdì 23 maggio 2014

Sua maestà il Pesto: come mangiarlo, cucinarlo e gustarlo al meglio



Il Pesto, oh il Pesto, mamma mia il Pesto!
Orgoglio regionale, sugo intramontabile leggero e saporito. Buonissimissimo.
Vivendo io in terra "foresta" assisto a scene scioccanti che possono seriamente traumatizzare una povera ligure trapiantata.
Ho deciso quindi di scrivere un piccolo vademecum sul come mangiare, cucinare e gustare questo fantastico prodotto.
Premetto che in riguardo al Pesto io mi definisco una "purista", in quanto sono stata abituata sin dalla tenera età a mangiare Pesto fatto in casa, preparato spesso con basilico dell'orto, triturato con il mixer, a volte con il mortaio, e da mia nonna fatto al coltello!
Io mangio principalmente Pesto fatto in casa, concesso dalla magnaniminità della mia mamma o fatto da me, ma a volte per necessità di vita e soprattutto quando finisco la scorta di mamma mi capita di acquistarlo.
Avendo la fortuna di essere io genovese faccio spesso scorta a Genova di Pesto delle marche che preferisco, poi lo congelo ed ecco il mio salva cena e salva genovesità sempre a portata di mano.
Di seguito la mia top 3 del miglior pesto confezionato disponibile in commercio:

1. Il Pesto di Prà 
Secondo me è il top trai pesti confezionati in commercio. Viene prodotto nella zona di Genova Prà, luogo ideale per la crescita del nostro basilico. Si trova al supermercato, probabilmente da Eatly (anche all'Esselunga), è venduto dentro barattoli di vetro e in vari formati. E' un pò caro, ma ne vale la pena. Della stessa marca si può trovare il Pesto senz'aglio e la Salsa di noci.



2. Il Pesto del Pastificio Novella
Questo pastificio esiste a Sori dai primi del 900. Il loro Pesto è a mio avviso molto buono e ha un prezzo più contenuto. A Genova si trova un pò ovunque ma a Milano non l'ho mai visto.
Ottima anche la Salsa di Noci, fatta secondo tradizione (che non prevede la panna!!!), e la pasta fresca. Da provare, per chi li trova, i gnocchetti alla farina di castagne da condire con il Pesto, ovvio!


3. Il Pesto del Pastificio di fiducia
 Bisogna provare per capire. Il mio Pastificio preferito del momento e'"il Trofiaio" in Piazzale Bligny a Genova-Molassana che vende principalmente all'ingrosso ed è comodo per fare una bella scorta.
I loro prodotti sono tutti buonissimi, dagli altri sughi alla pasta fresca. Se si passa da quelle parti consiglio una scappata (anche se probabilmente troverete la fila!)


 Ovviamente questi sono dei salva cena, anche se freschi e di "buona fattura", ma restano comunque dei prodotti convezionati. Quindi consiglio vivamente chi fosse appassionato di provare a farlo in casa, perchè ci vuole davvero poco tempo!
Basta comprare gli ingredienti giusti: buon basilico (l'ideale è quello a foglia piccola tipico di Genova), pinoli in abbondanza, parmigiano, sardo (io non lo uso), aglio (io non concepisco il pesto senz'aglio) e un olio extra vergine d'oliva dal gusto delicato che non deve quindi coprire il sapore degli altri ingredienti.
Qui ecco una valida ricetta per prepararlo, io generalmente vado ad occhio per cui mi sono affidata al web per le giuste dosi.
Se proprio si è pigri, ma si ama alla follia mangiatelo buono, che ha tutto un altro sapore. Non comprate Pesto pronto a lunga conservazione (tipo Barilla!!!) ma quello fresco che si trova al banco frigo. Il colore deve essere verde chiaro e la consistenza non troppo liquida. Mi raccomando!

Consiglio poi di non condire con il Pesto qualsiasi tipo di pasta ma di prediligere una pasta più adatta: linguine (per noi "trenette"), gnocchi di patate, trofie fresche (non secche!!!), corzetti e lasagnette.

Provare per capire e buon appettito!







martedì 6 maggio 2014

A volte ritornano...postumi di ponti eterni, avventure, buon cibo e bella gente

E' quasi un mese che non scrivo nulla sul mio povero blog e siccome non voglio farlo morire cerco di vincere il trauma da "pagina bianca" raccontando quello che ho fatto in questo ultimo mese.
Ho lavorato tanto, ho dormito poco ma ho viaggiato e mi sono divertita parecchio.
Approfittando della Pasqua, ponti e festività pagane il marito ed io siamo partiti alla scoperta della Francia, Costa Azzurra e Provenza, avventurandoci in posti bellissimi così senza troppi programmi, lasciandoci guidare dalla voglia di scoprire.
Abbiamo visto paesini medioevali arrocati, Eze e Saint Paul de Vence, talmente belli e immacolati da sembrare finti. Abbiamo visitato Arles, la mia città preferita della Provenza, e poi ancora Costa Azzurra e altre due sue perle: l'Ile de porquerolles e Cassis!
Parlerei ore e ore della bellezza di questi luoghi e di questa vacanza romantica improvvisata, ma ho tante cose da dire e necessità di sintesi se no (dice il marito) non mi si fila nessuno.

Saint Paul de Vence


Arles- Espace Van Gogh

Cassis- La Plage

E poi per questo ultimo lunghissimo weekend sono andata nella mia Liguria, e ci voleva proprio perchè mancavo da troppo! Ho respirato, tra una tempesta tropicale e qualche sprazzo di sole, la bella stagione che è alle porte e io non vedo l'ora che le spalanchi.
Sono stata in alcuni dei miei luoghi preferiti di Genova e dintorni, ho mangiato focaccia e pesto fatto in casa in abbondanza e ho visto le mie amiche (tranne la Cry ma è difficile incastrare tutto) e ora sono tornata a Milano rintontita e "svaporata" dalle recenti vacanze come dopo una giornata di mare e sole.



La mia Moneglia
Mi riabituerò lentamente alla "milanesità" della mia vita tenendo nella mente i ricordi di queste bellissime giornate, aspettendo l'estate e le prossime vacanze.
Superato lo scoglio della "pagina bianca" spero di tornare presto.

sabato 12 aprile 2014

Divergenze linguistiche..ancora!

Elena mi ispira e con il suo ultimo post mi ha fatto venir voglia di parlare ancora delle divergenze linguistiche di me, genovese, in terra lombarda.
Partiamo da Genova, che è più facile, e da alcune parole che mi piacciono perchè parlano un pò di me!

Stondaia o Stundaia: non esiste una traduzione letterale di questo termine fantastico che sta ad indicare un soggetto "strano per movimenti di fantasia soprabbondante, stravagante, sofistico, cervello balzano". Questo termine è a me caro perchè mio papà mi definiva spesso così in quanto ho sempre avuto un pò la testa tra le nuvole, una sognatrice un pò distratta che girava gli angoli prima di finirli, inciampava per la strada e scivolava lungo il corridoio di casa!

Redeno/a: è la versione dialettale del termine "duro" . Da noi questa parola è spesso usata per indicare uno stato d'animo: es. Oggi sono redena, inteso come "rotta", stanca, a pezzi. E anche come aggettivo: es. ho la schiena redena . Ma forse il più azzaccato è sicuramente il riferimento che si fa alle condizioni dell'asciugamano dopo una giornata di sole, mare e sabbia. Duro -redeno- come una mattonella di pietra.

Foresti: tradotto "forestieri" e con questo termine i nonni e i genovesi più conservatori intendono chiunque non sia propriamente di Genova. Un esempio concreto è il seguente: "Belin sti foresti che vengono a Genova e non sanno neppure dove andare!" che, tra l'altro, sottolinea la nota ospitalità e gentilezza dei miei conterranei.

A Milano invece ci sono dei modi di dire tra giovani sgaloppanti che serve conoscere per approfondire le dinamiche sociali meneghine:

il Top: Questo termine è il chiaro e forse più noto esempio di come parole inglesi siano entrate -a babbo, concedetemelo- nel gergo quotidiano di questa città. Una cosa è "al top" o "il top" se è esplicitamente la migliore. Ammetto che anche io ho preso ad usare questo termine simpatico e internazionale che però alla lunga può diventare fastidioso.
Ecco vari esempi: Questo locale è il top / questa maglia è il top / tu sei il top

Giappo: Questa abbreviazione della parola "giapponese" sta ad indicare più direttamente il ristorante giapponese e quindi il sushi che qui ormai è un piatto tipico quasi come la "cotolEtta". Peccato solo che la parola nipponica "sushi" non abbia una lettera "e" da poter aprire a dismisura perchè renderebbe la milanesizzazione completa.
Es ti prego stasera andiamo al giappo?

Per dovere di definizione le frasi "Le ragazze top vanno al giappo" oppure "Questo giappo è il top" chiariscono  l'uso -e abuso- sociale di questi due termini.



Chiudo perchè è sabato, sono sveglia dall'alba (o quasi), non sono più una sgaloppante giovane ma bensì una un pò "redena" trentenne e vorrei godermi il pomeriggio e il resto del week end!
Ciao mondo!





martedì 8 aprile 2014

Derby casalinghi: Genoa vs Milan

Ammetto di non essere particolarmente ferrata sull'argomento calcio perchè non è uno dei miei primissimi interessi, però di riflesso, questo sport tanto maschile, ha sempre fatto parte della mia vita fin dalla prima infanzia.
Tifo Genoa e discendo da una famiglia di veri Genoani anche se mio padre, in gioventù, simpatizzava Milan e io, in tenera età, ero innamorata cotta di Ruud Gullit
Da piccola mi portavano allo stadio e da ragazzina con gli amici mi sono sempre divertita a scanzonare le squadre avversarie, in particolare la Sampdoria, solo per il gusto di farlo perchè molte volte parlavo senza cognizione di causa.
E tuttora parlo senza cognizione di causa, ma ho sposato un accanito tifoso milanista e continuo di riflesso a vivere il calcio attraverso di lui, volendo o non volendo.
E ora veniamo al dunque: ieri sera si è disputato il nostro personalissimo derby casalingo e il "mio" Genoa ha perso 2 a 1 in casa. E non è la prima volta che succede perchè il Genoa è una squadra forte, ma destinata per genesi a soffrire, io me ne dispiaccio, ma me ne faccio anche una ragione.
A dare un po fastidio è solo il marito indemoniato che urla e si agita come un animale (a queste scene sono abbastanza abituata) e il dispiacere di non vincere MAI!
Mi piacerebbe davvero una volta poter scanzonare un pò il marito, ma come dicevo il Genoa è un pò dannato e questo maledetto Milan non lo manda davvero giù!
Aspetto quindi il prossimo "derby casalingo" sperando in una rivalsa e tifo un pò cosi, a tempo perso, il mio Genoa.
Non offenderti vecchio Grifone il mio amore è solo assopito ma mai dimenticato e nonostante il poco interesse che riservo al calcio in generale ti porto sempre nel cuore.
Quindi caro marito che mi vorresti veder sposare la bandiera rossonera rassegnati perchè Genoani si nasce e chi è Genoano lo è per sempre.


domenica 6 aprile 2014

La sopravvivenza della specie genuense continua..

Non ho molta voglia di scrivere oggi, ne di me ne di ricette o altro, ci mangiamo un buon piatto di tagliolini verdi con il sugo di funghi,come lo faceva mia nonna Ines, e via in bici a godersi la primavera milanese!buona domenica gente!
PS la ricetta del sugo (tuccu de funzi) magari la racconto un'altra volta se la foto conquista!

martedì 1 aprile 2014

Cara Me..

Elena è una bella persona: una donna intelligente e sensibile che sto conoscendo meglio grazie ai social network, che ogni tanto a qualcosa servono, e a questo fantastico mondo di blogger.
Abbiamo frequentato insieme l'Università, ma allora non ci siamo incrociate veramente.
Destino.
Attraverso la profondità e la delicatezza delle sue parole mi ritrovo spesso in lei, ed è bellissimo.
Seguo quanto posso il suo blog e questa mattina sorseggiando un caffè bollente e leggiucchiando il web mi sono imbattuta nella bellissima lettera che Elena, ispirata da questa bella idea, ha scritto a se stessa diciasettenne e mi sono commossa. L'ho poi ringraziata perchè ha fatto venire voglia anche a me di riscoprire quella me adolescente che spesso dimentico per non affrontare il grigio intenso di quegli anni.



" Cara Faby,
 Sono passati 15 anni da quella Me di questa foto. Uno scricciolo ossuto con i capelli corti e gli occhi grandi che dietro quel sorriso nascondeva la pesantezza di un grande dolore. Sono passati molti anni e posso raccontarti che ti sei diplomata con qualche fatica in quella scuola che non ti piaceva più. 
Ti sei iscritta a Lettere e ti sei laureata con lode, la prima della tua famiglia, con grande orgoglio di Mamma e soprattutto di Nonno Pilade.
Hai vissuto a Londra e poi in una città dal nome impronunciabile in un paese lontano chiamato Finlandia per affinare il tuo inglese e aprirti la mente.
Hai un piccolo cane bianco che ti ha portato tanta gioia e ha fatto tornare il sorriso a Martina.
Hai rapato ancora i capelli, li hai tinti e ritinti, li hai fatti crescere e poi li hai ritagliati.
Hai vicino a te alcune delle tue amiche di oggi mentre altre le hai perse lungo la strada.
Nelle tue avventure hai incontrato l'amore quello vero di un uomo sensibile e divertente che ti ha aiutato a ritrovare te stessa. Per lui hai cambiato città, non sei rimasta a Londra né in Finlandia, sei più vicina a casa ma hai rinunciato al tuo mare.  
Hai viaggiato tanto e sei stata in posti stupendi e lontani.
Hai conosciuto culture diverse dalla tua e hai amici in giro per il mondo che non senti quanto vorresti, ma ai quali resti legata grazie a un sacco di ricordi.
Molte persone ti hanno delusa ma tante altre ti hanno conquistata.
Ti sei sposata in un giorno di sole con alle spalle il tuo mare che luccicava e vicino a te le persone che più ami.
Hai una bella casa con due balconi fioriti, una vasca da bagno capiente e una cucina luminosa.
Fai un lavoro che non centra nulla con i tuoi studi ma che ti da stabilità e che ti permette comunque di ritagliarti spazi per coltivare il tuo tempo perchè hai imparato a rispettare te stessa e a volerti finalmente bene.
E quando il dolore torna sai domarlo perchè ormai lo conosci. Ma non ti arrabbi più così tanto.
Mamma sta bene, fa un sacco di cose che la impegnano ed è un vulcano in eruzione.
Martina è una giovane donna dai capelli rossi fuoco e voluminosi che studia materie difficili all'Università e che è innamorata di un ragazzo biondo molto gentile.
Hai pianto e riso tanto perchè sei emotiva anche se stai imparando a costruirti una corazza per proteggerti dalla cattiveria altrui. 
Sei meno incosciente ma sempre un pò ribelle. 
Non sei ancora mamma, ma forse un giorno lo diventerai. Continui a sognare perchè lo sai fare.
Sei diventata tante cose, ma soprattutto ora sei felice e lo devi principalmente a te stessa (con grande aiuto di Mamma che non ti ha lasciata mai andare).
Forza piccola Me, tieni duro!
Ti mando un abbraccio dal futuro.
Faby"

Questa nota autobiografica è solo la promessa ad un'amica, Elena, e a me stessa. Per raccontare un pò la Me di qualche anno fa e aiutarmi ad alleggerire il ricordo di un periodo tanto difficile della mia vita che ho superato ma che non voglio dimenticare.
Grazie e buonanotte