mercoledì 18 ottobre 2017

Ottobre


E' Ottobre ma sembra Maggio fa caldo e la nebbia, per gentile concessione, non si è ancora palesata (almeno qui a Milano).

E' un Ottobre che per noi sembra un Settembre dove ci si rimette in ordine ributtandosi nella routine quotidiana.

Giovanni ha ricominciato l'asilo nido con gioia ed entusiasmo. E io lo guardo crescere con gli occhi innamorati che solo una mamma può avere.

E' cresciuto tanto in questa estate girovaga dove ha lasciato coraggiosamente il ciuccio alla fatina e ha imparato a fare pipì come i grandi.

E' arrivato poi un cuginetto a rompere il suo equilibrio e a spodestarlo dal ruolo privilegiato di principe della nonna e della zia genovese.

E sta imparando davvero a socializzare. Piccoli amici diventano compagni inseparabili, presenze che schiariscono la giornata e che aiutano nei momenti difficili.

Da lui imparo, da quando è nato, a guardare le cose sotto un'altra prospettiva e ad aprirmi di più al mondo. Cosa a volte un pò difficile per una genovese che per definizione è un pò chiusa e schiva . Nonostante io mi impegni a migliorare, questa è una caratteristica che mi porto dentro e che fa parte di me.

Essere un pò "chiusi" è qualcosa che mi preserva in un certo senso come le montagne che proteggono il mare e che rendono la mia Liguria un luogo cosi speciale (per foresti e non).

Come dicevo da Giovanni imparo molto soprattutto ho capito che spesso è necessario smussare gli angoli e a guardare in prospettiva. Di credere nei sogni e nella magia. Perchè la magia può esistere anche nel noiosissimo mondo degli adulti.

E la magia oggi per me è sfidare Ottobre. Un mese che porta con se date scomode.
Un mese triste che vorrei tornasse a vivere. Che mi ispirasse e mi facesse crescere. Ed eccomi così tornata a scrivere questo abbandonatissimo blog. Un progetto nato per gioco o più come una fuga da un lavoro che non mi piaceva e al quale vorrei dare nuova vita.

courtesy of pinterest

lunedì 7 novembre 2016

Attimi perfetti

                                               
Gli attimi perfetti io li lascio li sospesi nell'aria e ogni tanto li riprendo e li rivivo nella mia testa. E in un certo senso non mi lasciano mai. Chi mi conosce bene sa che sono una persona romantica e parecchio nostalgica.
Ebbene oggi sono anche poetica perchè mancavo da un pò e ci vuole sentimento per ricominciare a scrivere. Ottobre è stato silenzioso, ma come ho gia detto, ottobre è un mese un pò difficile per me. Penso che lo sarà sempre.
Ed eccomi a parlare di attimi perfetti e ultimamente ne ho vissuti molti perchè sono fortunata. E sono fortunata perchè ho saputo coglierli. E per me un attimo perfetto è vita condivisa con le persone che amo, in posti che amo e facendo cose amo. Buona vita!

I miei ometti che fanno pizze di pongo (soprattutto il marito che a detta sua al pongo non ci ha mai giocato)
le cena tutti insieme a casa della mia mamma (buon cibo, ottimo vino e famiglia)

mia mamma che gioca con il mio nanetto (all'alba mentre io sonnecchio sul divano)

I miei tre amori, il mare e il sole caldo dell'autunno a Genova
Priscilla che vuole solo me
Giogi che mi regala il suo "coe" di pongo

la mia amica venuta da lontano che ride e scherza con babychicco
una pizza, una birra, la mia amica di fronte a me e nessun altro
Miky, Gio e la Marty 

venerdì 7 ottobre 2016

Todo el mundo es un puelbo



Lo scorso week end è stato un bellissimo week end perchè ho avuto finalmente la possibilità di stare un pò di tempo con la mia cara amica spagnola Sandra che è venuta a trovarmi dopo otto anni che aspettavamo di incontrarci ancora. Sandra ed io ci siamo conosciute in Erasmus in Finlandia troppi anni fa ormai. Siamo persone ovviamente diverse ma davvero molto simili e dopo l'imbarazzo del primo incontro ci siamo lasciate andare chiaccherando in tutte le lingue che conoscevamo con babychicco in sottofondo che ci osservava divertito. Sandra è venuta fin qui (realizzando un mio desiderio) per "respirare" un pò di Italia perchè ha una passione sincera per il nostro paese e soprattutto per la nostra cucina. Ha infatti un blog di cucina italiana  dove sperimenta il suo amore per la nostra terra ed è bravissima. Sandra ed io abbiamo tanto in comune dicevo, amiamo il teatro e tanto, ci piace moltissimo cucinare e ogni tanto viaggiamo con la testa tra le nuvole come solo i veri sognatori sanno fare. Dicevo: abbiamo chiaccherato, riso, cucinato, ci siamo scambiate ricette, titoli di libri e di film interessanti nella nostra lingua a testimonianza che l'intercultura esiste ed è qualcosa di stupendo. Grazie al marito foresto poi ho avuto una quasi 24 ore di libertà per me (con lei) che forse non avevo mai avuto da quando sono mamma. E questo mi ha fatto molto bene.
Ho iniziato così ottobre, il mese più difficile dell'anno per me, nel modo migliore che potessi. Questo tempo per me mi ha dato molta energia e voglia di fare. La testa ogni tanto è pesante, questo si, ma sono energica e positiva riguardo molte cose. Vorrei riuscire ad essere sempre cosi, almeno per un pò, ma so di non essere un cartone animato e quindi vivo le emozioni come arrivano cercando però di voltare sempre in positivo la mia vita.


Presa dall'entusiasmo ho così deciso di buttare giù la mia to do list dell'autunno. Dieci punti che vorrei raggiungere. Il  mio personale monito a vivere al meglio che posso ogni giorno, non solo perchè sono mamma (e adoro esserlo), ma anche perchè sono e resto soprattutto una donna.

1. Vorrei prendermi un pò più cura di me. Semplicemente vorrei dedicare un pò più di attenzione al mio corpo riprendendo a fare un pò di sport, magari a nuotare, perchè fare sport fa bene al cuore e soprattutto alla testa.

2. Vorrei portare più spesso il rossetto rosso per pura vanità e per sentirmi più bella

3. Vorrei continuare a leggere con il ritmo di oggi

4. Vorrei riprendere in mano la mia Nikon, usarla quotidianamente e magari andare a fotografare cimiteri monumentali (questa è una mia mania che nessuno capisce),

5. Vorrei riuscire a stare tanto all'aria aperta con babychicco nonostante l'inverno (ma forse a questo trovo facilmente rimedio attrezzandomi per bene).

6. Vorrei cucinare parecchio, sperimentare, ma anche imparare a fare cose semplici e tradizionali come la pasta fresca.

7. Vorrei comprare più spesso abiti vintage per raffinare un pò il mio stile

8. Vorrei sprofondare ogni tanto in un bagno caldo e profumato come facevo tanto tempo fa

9. Vorrei andare più spesso al cinema con il  marito foresto

10. Vorrei rimettermi in sella per andare ovunque riesco con la mia bici (e con babychicco)


Ah e vorrei scrivere un pò di più il mio blog. Continuare a leggere i miei blog preferiti, e scoprirne di nuovi. Perchè questo mondo mi entusiasma tantissimo!


lunedì 26 settembre 2016

Genova for my kid




Ho appena trascorso qualche giorno a Genova sola con #babychicco. Siamo stati tanto in famiglia ma ci siamo anche ritagliati piacevoli momenti insieme godendo la città e soprattutto il mare di settembre che come ho già detto un centinaio di volte è il mio preferito in assoluto.
La città ci ha accolti come una mamma premurosa regalandoci giornate di sole ancora caldo e un mare dall'acqua cristillina! 
Genova è la mia città, lo sara per sempre, ed è per me come una cartolina antica che custodisco con amore nel mio cassetto degli oggetti preziosi. Con un posto di onore, ovviamente! 
Un tempo ero più campanilista. Lo dovevo ai miei studi che mi hanno fatto apprezzare le bellezze storiche della mia città ma soprattutto all'aver girovagato molto. Ed essere sempre tornata. 
Quando tornavo mi rifugiavo nella mia città e l'amavo. L'amavo di un amore folle e puro, e la sentivo mia. Oggi Genova non la sento più così mia. E' triste dirlo ma è così. E'da troppo tempo che siamo lontane e a volte non la riconosco più. Poi però ricapito per caso in un angolo che ho amato e la passione si riaccende. Ogni tanto ho la nostalgia, questo si, perchè mi manca quell'aria fresca e frizzante che mi scompiglia i capelli (il vento a Milano è una condizione metereologica quasi inesistente) mi mancano i colori pastello del cielo alla sera, mi manca il mare in qualsiasi momento del giorno e dell'anno e mi manca la focaccia. Già. Chissà per quanti genovesi "emigrati" è cosi. In fondo si tratta sempre delle proprie radici e del bel ricordo che la città ha lasciato dentro di te.
Il mio piccolo milanese, che poi di fatto è per metà brianzolo (di cui un quarto importante pugliese) e per metà genovese (con influssi di sangue marchigiano, toscano e piemontese), ama molto Genova, anche se ancora non sa pronunciare il suo nome e la chiama indistintamente "mae" (tradotto dal "giovannese": mare). Per lui Genova è stare tanto all'aria aperta "uori" (trad. fuori) è passare il tempo con la "onna" (trad.nonna) la "sia" (trad.zia) e soprattutto divertirsi con la "tata" (trad. Priscilla- per chi mi segue su instagram #priscilla_thedog) ed è fare colazione con la "ciaccia" (trad.focaccia). 
Sto cercando di far conoscere Genova a Giovanni portandolo in posti magici come i pochi, ma buoni, parchi che si trovano sparsi un pò per la città, facendogli visitare l'acquario in un giorno feriale e portandolo in spiaggia fuori stagione a lanciare i sassi in mare con i piedini a bagno. E lui si diverte moltissimo. Mi sto impegnando a fargli conoscere gli aspetti più belli della mia città, che forse sarà un giorno (citando un'amica) sarà la sua "mezza" città e il mare di Genova perchè vorrei che anche lui lo sapesse vivere come lo vivo io. Dalla mattina alla sera e in estate e in inverno. Senza menate da foresti, insomma!


Sturla beach
babychicco a Valletta Cambiaso


All'acquario (foto di qualche tempo fa)


martedì 20 settembre 2016

Settembre




Giuro che mi ero ripromessa di scrivere un poco di più ma il caldo mi ha anestetizzato la testa e il correre dietro al mio ometto si è preso il resto delle energie. Pensavo di scrivere di settembre ma a forza di riflettere settembre è quasi finito. Pensavo di scrivere sul bilancio della mia estate ma è difficile concretizzare in parole tante emozioni. Emozioni appena passate che profumano già di nostalgia. Posso dire certo che è stata un'estate intensa. Un'estate di mari e di monti insieme al nostro piccolo ometto curioso e intraprendente. Un'estate di amore intenso e puro. Un'estate di notti insonni ripagate dall'abbraccio tenero di un nanerottolo bavoso che non smette di chiamarti mamma. Un'estate di riflessioni e progetti. Un'estate di sogni.
E io di sogni ne ho sempre molti. Per fortuna so sognare. E i miei sogni ora vorrei attaccarli al muro e provare a renderli veri.
Essere mamma è gia un sogno diventato realtà e Giovanni è la mia grande rivincinta.
Ho deciso così di rimettere mano a questo blog, non perchè io voglia diventare una blogger famosa, ma solo perchè voglio ricominciare a scrivere su questo mio diario aperto al mondo. L'idea di parlare dei confronti tra genovesi e milanesi mi entusiasma ancora ma sono a tratti confusa perchè in effetti ad oggi mi sento un pò "apolide", nè carne nè pesce. Troppo genovese a Milano e troppo milanese a Genova.  E quindi? Forse non troverò mai il mio posto nel mondo nel senso più terreno del termine. In un certo senso faccio davvero fatica ad immaginare la mia vita per sempre in un posto. La cosa mi spaventa davvero. Ma accadrà, deve accadere perchè ora c'è Giovanni e lui pretende stabilità. E forse attraverso questa presa di coscienza anche io imparerò ad essere più stabile cercando però di mantenere quello spirito sognatore e vaporoso che mi caratterizza. Si, già è proprio cosi.
Così approfittando dell'insonnia dilagante (un pò a causa di babychicco e un pò a causa di quel lato vaporoso del quale mi vanto) ne approffito per dare un pò di voce a questo blog. Soprattutto con la promessa di tornare a scrivere presto con contenuti più interessanti, qualche ricetta e delle belle foto per regalare, a chi vorrà leggermi, qualche idea in più e magari anche un sorriso. Perchè scrivere mi piace tanto, perchè scrivere mi fa bene soprattutto quando riesco anche a prendermi un pò in giro.

lunedì 23 maggio 2016

Un weekend maschile, agreste e di puro amore

Quello che ho appena trascorso è stato un weekend intenso, sola tra uomini, immersa nella tranquillità della Brianza. Già la Brianza, terra natia del mio foresto marito. Un posto tranquillo, ricco di verde e di silenzio. Quel silenzio che manca tanto in città. Milano ultimamente mi va stretta stretta. Mi manca quell'abitudine all'umanità che caratterizza le piccole città come quella in cui sono cresciuta. Mi manca molto il contatto, la vita di quartiere, la calma e le persone semplici. E la Brianza, che è tutto questo al cubo, mi ha un pò ricaricata. Poi tutto quel verde e l'aria fresca hanno fatto bene un pò a tutti, soprattutto al nostro babychicco, che ha corso come un matto sui prati scalzo e felice, ha raccolto un sacco di margherite e ha giocato senza sosta a palla con il nonno e il suo papà. Che bimbo fortunato.
Tranquilli non sto tradendo il mio amato mare con la vita agreste, ma ecco sto iniziando ad apprezzarla. Il silenzio della sera, i tramonti limpidi, la tranquillità..sono cose che ricaricano, no? Forse sto invecchiando o semplicemente divento più consapevole di molte cose che già sapevo.
Da piccola sognavo di avere una casetta con le scale, un giardino con l'orto e un cane. Perchè anche se sono cresciuta in città ho sempre avuto la campagna nel cuore e alle spalle. I miei zii hanno tutti l'orto e lo coltivano sapientemente. A Genova è così la campagna è dietro di te, davanti il mare e dietro sempre il verde delle montagne, come a ricordarti che sono li a proteggerti dal cemento e dallo stress.
Qui in terra padana è tutto geograficamente diverso ma angoli felici ce ne sono e per noi la Brianza è la via di fuga più comoda quando il verde del parco in mezzo alla città non ti basta più.
Per chi come noi avesse voglia di fuggire un pò consiglio una visita in risciò al Parco di Monza noi ci siamo divertiti tantissimo e poi perchè non avventurarsi nella wild Brianza in cerca di un buon agriturismo?
Consiglio vivamente il ristorante "le Terrazze di Montevecchia" ottimo cibo (che fa deconcentrare sui modi un pò rudi del personale) e l'Agriturismo Tenuta Valcurone il servizio è un pò lento ma ottimo anche questo.






Buonavventura per chi volesse ;-)

PS dei Brianzoli a confronto..parlerò più avanti :-)

mercoledì 20 aprile 2016

Oggi ti racconto i biscotti al vino della zia Tullia

Sono giornate svaporate a tratti complicate, complice la primavera e la mia testa che è stata altrove per un po' a causa di scelte importanti e altre questioni piu' o meno in sospeso delle quali non parlo per il momento.
Vorrei ricominciare a scrivere con più assiduità e costanza e vorrei continuare a parlare di quel tutto e un pò che caratterizza questo mio blog, che è una fuga, un angolo tutto mio, una wunderkammer della mia vita.
Cucinare è una cosa che mi da grande sollievo e cucinando mi rilasso, stacco la testa e spendo energie in positivo. Ho imparato che a volte per scrollarsi la pesantezza di una brutta giornata o un periodo di cattivi pensieri mi serve organizzare una bella serata, sedermi a tavola, assaporare un buon piatto e bere un bel bicchiere di vino. Grazie a mio marito ho riscoperto il piacere della convivialità e con esso ho migliorato il mio modo di cucinare. Non sono certo l'Artusi, ma mi diverto un sacco. Da quando poi c'è Giovanni e il suo buon appetito cucinare è ancora più divertente.
Nelle mia famiglia poi il cibo ha avuto sempre un qualcosa di magico. E' stato ed è un collante.
Durante un bel pranzo o una cena in compagnia, come in un film di Opzetec, ci si raccontava, consolava e amava. Si stava in allegria. E quindi eccomi che provo a vincere il blocco dello scrittore con una ricetta della mia Zia preferita.
La "mia" Zia preferita si chiama Tullia, è la sorella maggiore della mia mamma ed è una forza della natura. Lei è un esempio di positività e voglia di fare, è davvero fantastica. Quando sono a Genova faccio il possibile per andare a trovarla con il mio nano ed è sempre una festa. La zia è fatta cosi mi (ci) vizia con golosità, mi (ci) incanta con il suo bel giardino con vista mare e soprattutto ci coccola tanto.
L'ultima volta che siamo andati ci ha fatto una spremuta con le sue arance (si proprio le sue!) e poi ci ha fatto assaggiare dei biscotti buonissimi dei quali non posso non parlare.
Si tratta di biscotti al vino: semplici quanto buoni e inconsapevolmente veg, Approvati da marito e da nano (si, lo so che sono audace,ma il vino è cotto quindi l'alcol è sparito)
Ho chiesto alla mia Zia, ed ecco la ricetta:

BISCOTTI AL VINO DELLA ZIA TULLIA


3 tazze di farina 00
2 tazze di zucchero bianco
1 tazza di olio di semi
1 tazza di vino rosso
frutta secca a piacere, meglio se sminuzzata (noci, mandorle, prugne, fichi..)
zucchero di canna per guarnire

Si mescolano insieme tutti gli ingredienti nell'ordine sopra elencato. Si amalgamano bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma sodo. Si lascia riposare per almeno una mezzoretta. Si stende poi la pasta dei biscotti e si tagliano. Prima di disporli sulla carta da forno "impanare" i biscotti nello zucchero di canna. Cuocere in forno ventilato a 180 gradi fino a che i biscotti non si dorano. Sono spaziali. Ottimi con vin santo o digestivi, buonissimi anche a colazione, merenda, sul divano davanti a un film insomma quando uno vuole. Inoltre si cucinano con pochi ingredienti sempre disponibili e sono un ottima idea per non sprecare del vino e della frutta secca di avanzo.
Ah importantissimo con queste dosi ne vengono una valanga, ma in una scatola di latta durano un bel po!

PS la foto è da blog serio, quasi da professionista, non so come ma mi è capitata (Giogi mano lesta!)

giovedì 18 febbraio 2016

A volte ritornano..aiuto mi sto imbruttendo davvero!



Non scrivo da millenni ma capita quando hai un nanerottolo da accudire e nel mentre riprendi il lavoro e ti immergi, per cosi dire, in quel caos chiamato vita. Si perchè la maternità -almeno per me-è stato un periodo di grazia, nel quale mi sono goduta a pieno la gioia di questa nuova vita e la felicità di vedere la mia famiglia crescere. Pero' poi come tutte le cose belle -vacanze, erasmus, infanzia.. - anche il congedo maternità finisce e si ritorna alla vita reale. E la mia vita reale ora è per me un incastro quasi perfetto (malanni a parte) di casa, ufficio, asilo. Per fortuna mia mamma ci viene spesso in soccorso. Comunque deliri da mamma lavoratrice a parte, mi sono accorta che mi sono davvero "imbruttita"-nel senso più milanese del termine-. Non scherziamo, l'altro giorno stavo per dire "figa..!". Aiuto!!!
Qui urge trasferta imminente nella mia Genova, una colazione a base di latte macchiato e focaccia con le cipolle e un bel giro nei caruggi. Si a respirare un po'di iodio, eh!
Sono due mesi che non scendo e questo non va bene. Ma i malanni di babychicco, le commissioni, il lavoro, il freddo e la nebbia mi hanno fagocitata. Forse questa mia mancanza di tempo rispecchia realmente la milanesità che si è appicicata a me. Anche a Genova, come nel resto d'Italia, si lavora e si crescono figli. Ma si respira un attimo di più. Qui si corre, troppo e troppo veloce, e la cosa è stressante. Moltissimo. Ho comprato un libro bellissimo , grazie alla dritta di Justine di Le funky mamas che forse mi aiuterà a uscire da questo loop diabolico. Magari leggendo e meditando mi aprirò a nuove prospettive. Per il momento comunque è gia stato bellissimo ricominciare a scrivere qui..
Ora aspetto la Primavera e le sue giornate lunghe. E poi Milano in Primavera - pollini a parte - è davvero più bella.
L'alba da Casa Chicco
E la mia gioia più grande che sfida il freddo pungente milanese

Mia mamma da Genova mi tortura così

mercoledì 9 settembre 2015

Autosvezzamento e polpettone genovese

Come ho gia scritto qui il mio bimbo è autosvezzato. Con autosvezzamento o svezzamento naturale si intende seguire i bisogni e le richieste dei propri piccini. In controtendenza allo svezzamento tradizionale il bimbo assaggia e impara a gustare i cibi buoni e ben cucinati. Ci si siede a tavola tutti insieme (possibilmente) e il bimbo sperimenta. Ora, non è qualcosa di bellissimo? Il cibo diventa il protagonista della tavola e non ci si preoccupa più di quantità ma solo di qualità. Il mio bimbo si diverte e mangia con piacere. Fare la spesa è piu divertente: compro con più cognizione di causa, leggo con più attenzione la lista degli ingredienti, cerco di prendere tutto fresco e di stagione. E mi diverto un sacco a cucinare. E già mi piaceva farlo! Sperimento nuove ricette e spulcio nel ricettario di famiglia. Ecco quindi qui a seguire la ricetta dell polpettone genovese (come si fa a casa mia!)


POLPETTONE GENOVESE di MAMMA (anzi NONNA) PAOLA


Questa è la versione originale e super buona di mia mamma 





4 etti di fagiolini
3 patate di media grandezza
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 uova 
60 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
una bella manciata di maggiorana (possibilmente fresca)
pan grattatto
olio e.v.0
sale q.b.

Pulire le verdure e bollire separatamente (per le patate io uso la pentola a pressione) schiacciare le patate nel passaverdure e tritare i fagiolini con mezzaluna e tagliere (ma anche con il mixer se non si ha troppo tempo) fare soffriggere la cipolla insieme all'aglio e infine tritarla insieme alla maggiorana. Mescolare tutte le verdure in una bella ciotola. Aggiungere le uova e il parmigiano. Oliare una teglia di media grandezza e spianare il composto ottenuto con una spatola rendendolo ben uniforme. Con la forchetta fare una specie di griglia, aggiungere il pan grattato e l'olio. Cuocere in forno a 180 gradi per circa mezzora. Servire freddo o tiepido con una bella insalata di pomodori ben maturi (che tra l'altro il mio bimbo adora :-)!) e buon appetito!

Consiglio di assaggiare TUTTO bene per dosare il sale. 

Il polpettone genovese è un tripudio di bontà, è delicato ma gustoso ed è uno dei miei piatti preferiti che potrei mangiare all'infinito. E'vegetariano, vitaminamico, geuino e anche veloce (in un certo senso). Semplicemente super buono e quello di mia mamma è davvero divino. Io ci provo, e il risultato al mio Giovanni è piaciuto parecchio. Provare per credere.

Qui a casa della nonna il mio piccino fa festa grande

sabato 22 agosto 2015

Confessioni di una #mammaimperfetta: allattamento a richiesta, co-bedding e autosvezzamento


Sono sveglia dalle 5 (anzi 5 e un quarto per essere precisi) dopo l'ultima poppata non sono più riuscita a chiudere occhio e porca la miseria avrei tanto bisogno di dormire. Si la notte per noi è ancora faticosa perché il mio bimbo, di 7 mesi e due giorni, la notte si sveglia ancora. E per mangiare principalmente. E io allatto, si allatto ancora. E allatto a richiesta. Non sono una fanatica ma mi piace farlo e soprattutto piace ancora molto al mio Giovanni. Forse perche' come dice la mia amica Sara "il mio latte sa di focaccia" o quasi sicuramente perche' il mio bimbo non e'ancora pronto. Non giudico chi non lo fa ma porto rispetto per le scelte che ogni mamma prende per il suo bambino e per la "propria" serenità (fondamentale a mio avviso per il benessere generale di tutti). Fossimo tutte un po' più unite, sincere e solidali forse ogni scelta sarebbe meno difficile perché non ci sentiremo giudicate. Giudicate dalle altre mamme, dai parenti, dagli amici, dagli sconosciuti e perfino dai vicini di ombrellone. Ma dico io, ognuno ha davvero da dire la sua?
Noi facciamo allattamento a richiesta, co-bedding (si Giovanni attualmente dorme con noi, l'ho detto!) e stiamo iniziando il divezzamento con lo svezzamento naturale (o auto svezzamento) che non vuol dire dare tutto senza un senso ma ascoltare i bisogni del nostro bambino senza fretta, tabelle o pappine. Anche se sono sincera con le pappe un po'ci ho provato, condizionata dal vociare esterno e dalle insicurezze del primo figlio, ma poi complice il nostro pediatra e mio marito stiamo intraprendendo questa strada e Giovanni sembra rispondere bene a questa scelta. Che poi l'auto svezzamento non è una cosa da "genitori alternativi" ma segue le nuove linee guida dell'OMS , è la strada più semplice per i bimbi allattati a richiesta (ma anche non allattati!) ed è diffuso nel resto d'Europa, molto in uso nei paesi nordici. Con l'auto svezzamento si educa il bambino a mangiare sano ma anche tutta la famiglia. Ogni pasto è condiviso e vissuto in armonia. Non male come principio. E cosi Giovanni sta assaggiando e sperimentando sapori che in fondo già conosce perché assaporati attraverso il liquido ammiotico e il mio latte.
L'altro giorno ad esempio (lo sto dicendo a tutti) si è pappato 6 gnocchi al pesto, e ne avrebbe voluti ancora. Ha il pesto nel DNA, che devo dire! Tata Lucia cosi come la sua generazione mi metterebbe al rogo ma non importa ogni mamma segue l'istinto e per fortuna i più recenti studi hanno capito (come se ci volessero degli studi) che il benessere del neonato dipende dal benessere fisico e mentale della mamma principalmente e dei genitori più in generale. Una volta era tutto più stressante perché la povera puerpera, già affaticata e stanca dal parto e dalla nuova vita, doveva sottostare a regole rigide, tabelle, orari e quantità. Ora forse ci hanno reso la vita un po' più semplice. Deve solo cambiare qualcosa a livello sociale (almeno in Italia) ma forse basterebbe soltanto tapparsi le orecchie o semplicemente non ascoltare. Avevo promesso che il mio blog non sarebbe diventato un blog per e di sole mamme e invece eccomi con una messa a nudo quasi completa del mio essere mamma oggi. Ma avevo bisogno di un piccolo sfogo fuori dal coro. Ringrazio Ornella di "mamma matta", un blog che adoro, che con questo post mi ha ispirata, la pagina FB dell'autosvezzamento (che con notizie, articoli e forum mi tiene sempre informata) il libro di Piermarini, la già nominata ostetrica Daniela e soprattutto mio marito che supporta e mi sopporta nei miei deliri di #mammaimperfetta.
                                          


sabato 15 agosto 2015

La mia bucket list di ferragosto

Ispirata dalla mitica Cindy mi ritrovo anche io a riflettere, in pigiama, al fresco di questo ferragosto incavolato nero a casa di mia mamma, in una pausa di sonno (spero abbastanza lunga da farmi finire di scrivere) di babychicco, sul vivere una vita ricca e sull'importanza di fare progetti, anche solo semplicemente di sognare ad occhi aperti. E io, figlia d'arte, sono una sognatrice patentata.
Vorrei e vorrei molte cose soprattutto in questo momento vorrei un pò più di fiducia in me stessa o forse vorrei la capacità di farmi scivolare addosso le critiche o anche solo i commenti di chiunque abbia voglia di mettersi a dire la sua su come si crescono i figli. La stanchezza dell'essere mamma molte volte è più dovuta al vociare che si ha intorno piuttosto che all'impegno di occuparsi del proprio bambino. Ma sono solo riflessioni (che fanno parte del pacchetto di oggi) e che non voglio però influiscano la mia personale lista di desideri e sogni, volutamente scanzonata e un pò folle.


Ecco dunque i miei 30 desideri+1 (e grazie ancora Cindy):

1. Prendere un bel seggiolino per #babychicco da mettere sulla bici e portarlo in giro con me per la città

2. Andare a Madrid con #babychicco e cucinare insieme alla mia amica Sandra

3. Tornare a Londra con #babychicco

4. Comprare una planetaria per la mia cucina

5. Andare in Islanda e magari fermarsi a viverci

6. Fare la pizza più buona che ci sia

7. Imparare a fare la tarta tatin perfetta

8. Andare in Vietnam, Cambogia, Cina, Giappone e poi tornare in Thailandia con #babychicco

9. Imparare (davvero) a cucinare thai

10. Aprire un b&b solo per fare torte deliziose

11. Andare a NY e magari fermarsi a viverci

12. Lavorare alla Tate

13. Prendere un cagnolino

14. Avere un bel terrazzo pieno di gelsomini e bouganville

15. Avere un orto da coltivare

16. Riprendere a studiare il francese

17. Parlare perfettamente lo spagnolo

18. Fare la camminata delle 5 terre a piedi con i miei due ometti

19. Imparare il genovese

20. Scrivere un libro per bambini, anzi un libro di ricette per bambini o ancora meglio un libro per cucinare con i bambini

21. Fare una vacanza in camper

22. Ricominciare a dipingere

23. Passare un week end di sole donne (+ #babychicco) con le mie donne da qualche parte

24. Imparare a fare il pesto buono come la mia mamma

25. Fare la tuffatrice professionista

26. Fare finalmente un corso di fotografia

27. Passare una serata di sole chiacchere, risate, vino e buon cibo con una cara amica

28. Travestirmi ad Halloween (mi accontento anche solo di Carnevale)

29. Fare un corso da sub

30. Fare un corso di nuoto con #babychicco

31. Passare una serata romantica con mio marito (che con un bimbo di 6 mesi è un sogno davvero)

Chi scrive la prossima lista?

mercoledì 22 luglio 2015

#thesummerismagic. Come preparare il miglior minestrone genovese del mondo (credici!)

Questa mia estate quasi al 100% ligure mi carica oltre che di sole e mare, di sapori..e di sapori che mi ricordano l'infanzia. Principe di questa prima parte della mia estate, e della me bambina, è sicuramente il minestrone genovese: freschissimo fatto con le verdure migliori, il pesto e un bel po'di bricchetti. Mangiato tiepido (vista la calura) è un tripudio di colori e un tocca sana multivitaminico. Da piccola era uno dei miei piatti preferiti e ora è uno dei miei comfort food del cuore: caldo d'inverno per scaldarsi nelle fredde sere milanesi e tiepido o addiritura freddo in estate per fare il carico di fibre e vitamine. Qui di seguito la mia ricetta personale che varia sempre in base alle verdure che trovo. 

MINESTRONE GENOVESE di FABY



300 gr di fagiolini verdi
4 patate 
una manciata di fagioli freschi
3/4 zucchine (in alternativa della zucca)
3/4 carote
1 porro (o una cipolla bianca)
una manciata di bietole (in alternativa del cavolo cappuccio o spinaci se piacciono anche tutte insieme)
qualche pomodorino ben maturo
aromi
olio e.v.o.
sale q.b.
250 gr di bricchetti (in alternativa si possono usare dei "ditalini rigati")

Il grosso del lavoro riguarda sicuramente la pulizia e la preparazione della verdura che va ben lavata e tagliata a "tocchetti" (come si dice qui da noi). Mettere tutte le verdure assieme ai fagioli in una pentola alta e versarci 2 L d'acqua. Salare e far bollire a fuoco piuttosto basso per due ore circa (i tempi si dimezzano con la mitica pentola a pressione!). Una volta pronto il minestrone buttare la pasta (se il brodo si fosse troppo consumato, allungare con acqua calda) e farla cuocere al dente. Una volta cotta la pasta, levare la pentola dal fuoco, aggiungere il pesto e mescolare.. Servire con generosa dose di parmigiano grattuggiato. 
Per esperienza..se dovesse avanzare: il giorno dopo è ancora più buono!

PS. Confesso che spesso in inverno..uso la busta surgelata!!!!!!!Della Valle degli Orti però!


Quando la mamma va in vacanza. Differenze grossolane tra l'essere mamma a Milano e l'essere mamma a a Genova

Bene l'estate è scoppiata con il suo caldo e il suo sole! E babychicco ed io ci siamo "definitivamente" trasferiti a Sori per potercela godere al meglio!
Il piccolo peso piuma se la gode felice nella frescura della riviera tutto nudo sul lettino. Non gli mancano certo l'afa e l'umidità. E io con lui mi godo la mia terra e i suoi privilegi da mamma vacanziera!
Con un poco più di tempo (grazie agli aiuti esterni che ruotano intorno a noi) posso dedicarmi a questo povero abbandonato blog parlando delle differenze tra l'essere mamma a Genova e l'essere mamma a Milano.
Ebbene. Essere Mamma a Milano vuole dire essere una mamma preparata, fashion e naturalmente veloce. Vuole dire avere il passeggino più cool del momento (poco importa se poi hai il trio più pesante della storia che manco un culturista riesce a sollevare) avere una forma perfetta (se non fisica almeno stilosa) e essere sempre aggiornatissima sul mondo della puericultura. Essere mamma a Milano però è anche condivisione. Siamo in tante infatti mamme "esiliate" che vivono a Milano più o meno in solitaria la loro situazione e questo punto in comune è una caratteristica che fa condividere le proprie esperienze e ti aiuta, non me ne vogliano i papà (soprattutto il nostro), a sentirti meno sola. A Milano poi esistono strutture speciali che supportano le mamme in svariato modo come la 9passi. Un centro per le mamme e i loro bimbi che propone momenti di incontro, corsi pre e post parto, yoga e pilates, corsi di massaggio neonatale e tantissime altre attività. Giovanni ed Io li abbiamo avuto poi la fortuna di conoscere Daniela , Ostetrica bravissima che avrei tanto voluto conoscere prima, che con la sua dolcezza e professionalità ha aiutato me mamma nei miei dubbi ed incertezze nell'approccio al mio piccino. Milano è quindi una città che offre moltissimi servizi alle neo mamme. Una città all'avanguardia si potrebbe dire, se non altro rispetto al resto d'Italia.
Essere mamma a Genova, beh è sicuramente un po diverso! Anche qui ci sono servizi di puericultura validi ma sicuramente il vantaggio, manco a dirlo, è il contatto costante con la natura: nel suo specifico il mare. Un vero tocca sana per i bimbi anche più piccolini, almeno per il mio, che appena sbarcati grazie all'aria fresca carica di iodio libera il suo nasino intasato che e'un piacere. Poi qui per me ovviamente essere mamma è come fare un salto nel passato e alla mia infanzia. Fatta di giornate intere trascorse al sole e a bagno nel mare. A travasare secchielli d'acqua, a far tuffi e capriole sul bagnasciuga e a mangiar focaccia guardando tramontare il sole. Si un'infanzia privilegiata che spero di riuscire a garantire, con l'aiuto della nonna genovese, anche al mio Giovanni, milanese si di nascita ma sempre genovese nel cuore!

mercoledì 27 maggio 2015

La mia liguria nel piatto con un solo ingrediente (e non chiamatele Alici per cortesia!)

Scrivo sempre meno sul mio blog ma la mia nuova vita da mamma mi assorbe a pieno ritmo..arriva sera in un attimo e io non ho quasi mai il tempo di ritagliarmi spazi per me. Quando poi è tanto che non scrivi l'incubo della pagina bianca è li che ti aspetta, non sai mai che cosa dire, ti sembri banale e finisce che lasci perdere rimandando alla prossima ispirazione e al prossimo sonnellino del nanerottolo.
Oggi presa dal desiderio di un piccolo momento per me approfittando di un attimo di quiete ho deciso di lanciarmi scrivendo di cucina. Ebbene il tempo, come sopra scrivevo, è sempre meno ma la gioia della maternità sviluppa o migliora capacità che nel mio caso riguardano principalmente le abilità ai fornelli.
Sperimento, provo e rivisito piatti. Mi diverto, mi coccolo e mangio molto (anche perchè l'allattamento è pura fatica!). Faccio la spesa non alla cieca ma con metodo e i risultati sono spesso gratificanti.
Ieri sera ad esempio ho preparato una cenetta a base di Acciughe (non alici per carità!), prese freschissime al mercato di Papiniano, un posto magico del quale spero di trovare il tempo di parlare, dal mio banco preferito.
Ecco in breve i piatti e le ricette (per chi volesse sperimentare).

SPAGHETTI al SUGO FRESCO DI POMODORO e ACCIUGHE di ZIA TULLIA


2 hg di spaghetti (in alternativa linguine)
un grappolone di pomodorini ben maturi (io adoro i picadilly)
1 cipollotto di tropea (possibilmente)
10 acciughe fresche pulite
Olio e.v.o
Prezzemolo
(aglio q.b. per dare un gusto più deciso)

Pulire per bene le acciughe privandole della testa, le lische e aprendole a libro. Lasciarle asciugare sopra lo scottex. Prepare il sughetto facendo rosolare il cipollotto tritato finemente nell'Olio e.v.o, aggiungere poi i pomodorini tagliati finemente salare e lasciare cuocere lentamente. Una volta pronto il sugo aggiungere intere le acciughe, mescolare e spegnere. Nel frattempo portare ad ebollizzione l'acqua della pasta calare lo spaghetto cuocere e una volta pronto condire direttamente nella padella con il sugo aggiugendo abbondante prezzemolo fresco.
E' un piatto dalla semplicità estrema ma di una bontà infinita. Fondamentale (come per tutto in fondo) la qualità e la freschezza degli ingredienti. Si può fare anche utilizzando la passata fresca in carenza di pomodorini sugosi. Questa ricetta me l'ha passata mia Zia Tullia, ottima cuoca e mentore ufficiale di mia mamma Paola :-)!

TORTINO di PATATE, POMODORI e ACCIUGHE


2 patate
un grappolone di pomodorini ben maturi (io adoro i picadilly)
20 acciughe circa fresche e pulite
Olio e.v.o.
trito di aromi mediterranei (timo,salvia ,maggiorna, rosmarino, origano)

Pulire come per sopra le acciughe. Nel frattempo cuocere (non troppo) le patate in acqua salata con la buccia. Una volta pronte tagliarle a fette di medio spessore e disporle su una teglia precedentemente unta, proseguire inserendo uno strato di acciughe (con la pelle verso l'alto) e di pomodori tagliati finemente. Ripetere la sequenza per almeno un'altra volta. Condire con olio sale e il trito di aromi (se piace) e cuocere in forno ventilato per 30 minuti circa a 180 gradi. Servire il tortino tiepido accompagnato da un'insalatina mista.
Anche questo piatto semplicissimo, veloce e nutriente ottimo anche come piatto unico (per chi non è mangione come noi :-)!)

Buon appettito!

martedì 3 marzo 2015

Me lo dovevano dire anche a me..


E' molto tempo che non scrivo e la ragione è davvero importante e giustifica a pieno la mia assenza da questo mondo parallelo.. da qui ad oggi sono passati un po' di mesi e il mio fagottino dalla pancia è -più o meno- saltato fuori ed io, beh fa un po' effetto, sono diventata effettivamente una mamma.
Il mio gnomo si chiama Giovanni ed è un frugolo che oggi ha 40 giorni di vita e quasi 4 kg e mezzo di leggerezza: tutto guance e sorrisi. E dopo tanto tempo sono finalmente riuscita a scrivere due righe su questo mio diario aperto al mondo per raccontare di lui e della gioia immensa nell'averlo tra noi.
Non voglio perdermi nel provare a parlare di cosa voglia dire diventare mamma semplicemente perchè è troppo difficile trovare le parole giuste e quindi mi affido ad un articolo bellissimo che ho trovato quando ero in ospedale che esprime a pieno quello che sto provando. La tanta stanchezza è annientata dal calore che lui mi trasmette e tutte le paure ogni giorno si trasformano in nuove consapevolezze. Il mio mondo è cambiato certo, ma è cambiato in meglio grazie a lui.



giovedì 6 novembre 2014

Oggi mi svelo..tanto prima o poi lo avrei dovuto fare!


Ecco mi svelo, in modo dichiaratemente pubblico, ma attraverso il mio blog che ha un impatto più soft o almeno a me così sembra. Non voglio pubblicizzare in modo folle questo momento così intimo e quindi ne parlo attraverso queste pagine, che sono un pò un mio diario aperto al mondo, un luogo dove mi sento libera ma protetta.
Dalla foto già si comprende..ebbene Michele ed Io aspettiamo il nostro primo bebè. Un fagottino che arriverà nel pieno dell'inverno, un maschietto che porterà un nome elegante e che sarà sicuramente destinato a tanto amore. La mia pancia cresce giorno dopo giorno e io sono sempre più felice, anche se la gravidanza (diciamola tutta) non è proprio una passeggiata. Parlo soprattutto a livello fisico perchè il corpo è bombardato di ormoni, la schiena (almeno a questo punto) inizia scricchiolare, le gambe sono gonfie e il sushi, la tartare di chianina e tante altre golosità restano solo un ricordo.
I miei primi mesi poi sono stati per me un turbine di vomito, nausea e stanchezza cronica. Aggravata dai mille pensieri dovuti al cambio totale di vita, alle nuove e importanti responsabilità, al corpo che si trasforma e a questi benedetti ormoni. Una sindrome premestruale perpetua per intenderci che ti fa passare da momenti di felicità estrema a altri di rabbia nera e ad altri ancora di tristezza autodistruttiva.
Una figata, insomma!
Poi un pò ci si stabilisce. Almeno io ora sto molto meglio: finito il vomito, finita la nausea e un pò attenuata l'irritabilità. Ho di nuovo energia anche se dormirei più del letto e non riesco quasi mai a vedere la fine di un film, ma sto molto bene. Il mio bimbo cresce, sgomita e sentirlo muovere è una delle cose più belle che mi sia capitata nella vita.
Prometto che questo blog non diventerà un blog per e di sole mamme (con tutto il rispetto verso questo mondo che trovo fantastico) perchè vorrei continuare a parlare in modo divertente di quello che mi accade e mi appassiona. Certo che il mio fagottino diventerà un bel mezzo attraverso il quale trovare nuove ispirazioni e raccontare le differenze delle nostre due città. Perchè anche se lui nascerà milanese (porcaccia la miseria!) resta sempre un piccolo figlio di Genova.

mercoledì 15 ottobre 2014

GENOVA, di tutta la mia vita



Mi dispiace occupare il mio blog, che nasce volutamente con un'indole divertente, per parlare degli eventi tragici che hanno colpito la mia città. Ma una nota, anzi un ringraziamento, ci voleva.
Il ringraziamento speciale va ai miei concittadini, popolo volenteroso e fiero, che senza polemiche, bandiere o partiti è sceso in strada a spalare. Per lo più ragazzi ma anche persone di ogni età che generose hanno indossato guanti, stivali e imbracciato le pale ridando vita a una città sepolta.
I genovesi sono così, non parlano molto, ma si danno da fare e nel momento del bisogno ci sono sempre. Diventano solidali gli uni con gli altri e senza troppi piagnistei si rimboccano le maniche. Mugugnano si questo è vero, ma solo quando tutto va bene.
Così nel 1970, così nel 1992, nel 1993, così nel 2000, nel 2011 e ancora oggi.
Genova è ferita, ma tornerà bella, ancora più bella di prima, e noi genovesi continueremo ad amarla e odiarla come è giusto che sia.
Io vi ringrazio di tutto cuore e vi vorrei dire che vi sono stata vicina anche se lontana. E che non sono scesa a spalare solo perchè fisicamente impossibilitata, per una cosa bella, ma che comunque mi ha impedito di fare quello che davvero avrei fatto senza pensare.
E'scesa per me mia sorella, con il suo corpicino sottile e la sua una grande volontà, e con lei tanti tantissimi cari amici. 
Non c'è bisogno di dirti di rialzarti Genova perchè già ti sei rialzata.
E ancora grazie Angeli del fango, Angeli di Genova.

"Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.

Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.

Genova verticale,
vertigine, aria scale.

Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.

Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.

Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita.

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.

Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.

Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.

Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.

Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.

Genova d'aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Genova che mi struggi.
Intestini. Caruggi.

Genova e così sia,
mare in un'osteria.

Genova illividita.
Inverno nelle dita.

Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d'uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.

Genova in banchina,
transatlantico, trina.
Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.

Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.

Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.

Genova in salamoia,
acqua morta di noia.

Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.

Genova d'Oregina,
lamiera, vento, brina.

Genova nome barbaro.
Campana. Montale, Sbarbaro.

Genova dei casamenti
lunghi, miei tormenti.

Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.

Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.

Genova di tramontana.
Di tanfo. Sottana.

Genova d'acquamarina,
area, turchina.

Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.

Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.

Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Trilia.

Genova d'aglio e di rose,
di Pré, di Fontane Masrose.

Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.

Genova dell'Acquasola,
dolcissima, usignuola.

Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.

Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.

Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d'Aprile.

Genova comunista,
bocciofila, tempista.
Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.

Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.

Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.

Genova ch'è tutto dire,
sospiro da non finire.

Genova quarta corda.
Sirena che non si scorda.

Genova d'ascensore,
paterna, stretta al cuore.

Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.

Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.

Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.

Genova di violino,
di topo, di casino.

Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.

Genova portuale,
cinese, gutturale.

Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.

Genova di Porta Soprana,
d'angelo e di puttana.

Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.

Genova di lampione
a gas, costernazione.

Genova di Raibetta.
Di Gatta Mora. Infetta.

Genova della Strega,
strapiombo che i denti allega.

Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.

Genova balneare,
d'urti da non scordare.

Genova di "Paolo & Lele".
Di scogli. Furibondo. Vele.

Genova di Villa Quartara,
dove l'amore s'impara.
Genova di caserma.
Di latteria. Di sperma.

Genova mia di Sturla,
che ancora nel sangue mi urla.

Genova d'argento e stagno.
Di zanzara. Di scagno.

Genova di magro fieno,
canile, Marassi, Staglieno.

Genova di grige mura.
Distretto. La paura.

Genova dell'entroterra,
sassi rossi, la guerra.

Genova di cose trite.
La morte. La nefrite.

Genova bianca e a vela,
speranza, tenda, tela.

Genova che si riscatta.
Tettoia. Azzurro. Latta.

Genova sempre umana,
presente, partigiana.

Genova della mia Rina.
Valtrebbia. Aria fina.

Genova paese di foglie
fresche, dove ho preso moglie.

Genova sempre nuova.
Vita che si ritrova.

Genova lunga e lontana,
patria della mia Silvana.

Genova palpitante.
Mio cuore. Mio brillante.

Genova mio domicilio,
dove m'è nato Attilio.

Genova dell'Acquaverde.
Mio padre che vi si perde.

Genova di singhiozzi,
mia madre, Via Bernardo Strozzi.

Genova di lamenti.
Enea. Bombardamenti.

Genova disperata,
invano da me implorata.

Genova della Spezia.
Infanzia che si screzia.

Genova di Livorno,
Partenza senza ritorno.

Genova di tutta la vita.
Mia litania infinita.

Genova di stocafisso
e di garofano, fisso
bersaglio dove inclina
la rondine: la rima."

 (Giorgio Caproni-Litania)

mercoledì 10 settembre 2014

#vivereamilanoeingiusto, ma spesso divertente!

I miei post qui si moltiplicano inesorabilmente, ma ho tante cose da dire e scrivere, quindi mi sfogo piacevolmente in questo mio angolino. L'ispirazione della frenesia di parole di oggi me l'ha data la cara Cindy che ha commentato divertita l'hashtag di una foto che ho pubblicato sul mio profilo Facebook.
#vivereamilanoeingiusto soprattutto quando trascorri week end, come quello appena passato, in Liguria che finalmente sanno di estate con un bel sole caldo sopra il capo e un mare cristallino nel quale sguazzare. Capite che poi ti viene naturale pensare che vivere a Milano è un po' ingiusto, soprattutto per una come me, che tutto questo lo ha sempre avuto, diciamo a "portata di motorino", e che ora lo vive solo il week end e con buona clemenza del meteo e del mare.
Ma non mi lamento, anzi, sbuffo un po', da brava genovese quale sono, aspettando però il prossimo week end con le dita incrociate, da buona milanese trasfertista quale sono diventata.

Nell'attesa cerco di godermi Milano e la vita che sprigiona al rientro dalle vacanze, una metamofosi incredibile che lascia di stucco i foresti come me ogni volta che arriva settembre!
Dopo agosto, la città si rianima improvvisamente e vedi gente in giro ad ogni ora, locali nuovi spuntare come funghi e tanti giovani, spesso universatari alle prime armi, che se ne impadroniscono, soprattutto la notte e quasi ogni sera dell'intera settimana. La città pulsa, si veste a festa, felice delle ultime serate calde della stagione prima dell'arrivo del lungo e freddo inverno. Così ci si diverte parecchio, perchè lo spirito festaiolo si impossessa un pò di tutti e ti ritrovi più spesso del solito ad uscire a mangiare e a ciarlare in compagnia.
I questo clima goliardico i miei cigolanti quasi 32 anni sembrano sparire e mi sono divertita parecchio, facendo cose che mi piacciono molto come comprare abiti vintage a scopo benefico da Humana Vintage con la mia cara amica (ormai parente) Nadia, mangiare, sempre con lei e con rispettivi mariti, ottimo cibo vegano da Universo Vegano e girovagare svaporata per i Navigli assaporando l'estate e la gioventù.
In questi due ultimi giorni poi ho avuto il privilegio di avere qui con me la mia Fra', meglio conosciuta come Kenta, anche lei blogger, neofita ma brava, di Le Peep toe, e mia super amica storica (quasi sorella) con la quale ci siamo divertite parecchio, nonostante suoi e miei obblighi, ed è stato bellissimo. Abbiamo chiaccherato moltissimo e fatto scorpacciata di risate e calorie da Tizzy's, un american bar & grill che io amo molto, e poi oggi lei è partita per Genova. Sono un pò triste ma carica perchè avere delle amiche così ti riempie il cuore e sono ancor più felice perchè ho potutto vivere un pò con lei la Milano divertente che ti colpisce al cuore!



La Frà beatamente felice del suo hamburger di Tizzy's

giovedì 4 settembre 2014

A volte ritornano: estate senza sole (o quasi), vacanze e avventure trai monti e i mari

Sono mesi che non scrivo il mio blog: VERGOGNA!
Come giustifica posso dire che è stata un'estate densa densa di accadimenti trai quali la perdita della mia cagnolina Pallina che ci ha lasciato in un caldo giorno di fine luglio creando un vuoto nel nostro cuore. Non voglio dilungarmi su di lei perchè il dolore fa ancora molto male quindi meglio pensare e parlare delle vacanze appena trascorse in questa estate senza (o quasi) sole tra alti monti e splendidi mari.
Quest'anno per la prima volta nella mia vita ho conosciuto la montagna in estate. Premetto che non amo moltissimo la montagna in generale perchè sono per natura freddolosa e ho sempre concepito l'estate come un tuffo nel mare cristallino dopo una bella rosolata al sole. Ma devo dire che mi sono ricreduta!
Il marito, uomo di paese più che di mare (nonostante le scalpitanti origini pugliesi), mi ha convinta ed eccoci diretti a Selva di Val Gardena nel cuore del Sud Tirol, terra verde, rocciosa accogliente come mai avrei immaginato, a scalar monti, a mangiar strudel e a cercare stelle alpine.
E' stata una boccata di relax e piena natura nella quale mi rifugerò durante il grigio e lungo inverno milanese.









Mi tirerò dietro le invettive di alcuni ma per dover di cronaca continuo raccontandovi la fuga, dopo la montagna, nella mia Liguria. Precisamente a Lerici per qualche giorno e poi nella mia Genova. Coccolati, viziati e impigriti dai ritmi della spiaggia che impone eterne ronfate sotto l'ombrellone, lunghe nuotate, molti gelati e abbuffate di pesce fresco. Abbiamo un pò rincorso il sole che ci ha regalato comunque belle giornate e pregato un mare piuttosto arrabbiato affinchè non si arrabbiasse ancora di più, ma è stato comunque bello e appagante.
Concludo con il nostro speciale ferragosto festeggiato con una quasi 24h di mare nella nostra Sori, per l'occasione imbandita a festa, mangiando montagne di focaccia al formaggio, bevendo sangria e saltando colti di sorpresa al fracasso dei mortaretti che celebravano la Madonna in processione, che dire: una splendida estate italiana!













sabato 7 giugno 2014

Andando per sagre: le focaccette e le ciliegie di Capreno (Sori)

In questo blog finisce sempre che parlo di cibo ma che ci posso fare?sono una buon gustaia e mi piace molto raccontare di ricette, scoperte e esperienze culinarie! 
Da sempre poi ho una vera passione per le Sagre che qui da noi sono le regine dell'estate. Da levante a ponente ogni minuscolo paesino, di mare o di montagna, fa la sua e il successo e' quasi sempre garantito.
L'odore di fritto nell'aria, le nonne con il grembiule che impastano e cuociono, le tavolate tutte unite e la musica da balera!Non e' bellissimo?
Ieri marito, sorella, cognato ed io siamo andati alla 55sma edizione della sagra delle focaccette e delle ciliegie di Capreno (sulle alture di Sori) per abbuffarci delle famose focaccette allo stacchino fritte super tipiche.
Un involucro dorato di pasta gonfia con all'interno un cuore di stracchino dolce e filante.
Sono qualcosa di favoloso, almeno per me, piaciute molto anche al marito foresto e "salutista". Provare per credere!
In ultimo: come si trovano le sagre?bene gli internauti possono googlare e vedere cosa pescano ma il metodo migliore resta quello di cercare i cartelloni appesi in giro per la costa!Buttatevi e sperimentate le tutte!
PS. La foto di noi 4 e' ovviamente originale mentre quella della focaccette e'pescata dal web. Sorry, volevo immortala il succulento piatto ma la nostra voracità ha avuto la meglio!